LA ROTTA DI ULISSE

 


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Lezioni di astro-logica – capitolo decimo

Andare oltre, credere, fidarsi, orientarsi

La nona casa e il Sagittario

di Massimo Michelini


Nella carrellata di astro-logica siamo arrivati al Sagittario e alla nona, ma prima è meglio riepilogare.

Come abbiamo visto negli ultimi due articoli, dalla settima casa in poi - e dalla Bilancia in poi - è entrata in gioco la dialettica degli opposti, ossia quel fenomeno cosmico secondo il quale i due lati contrapposti della circonferenza rappresentata da segni o case hanno funzioni simili ma orientate in direzione diverse, ovviamente complementari.
Così se la prima parla dell’Io, la settima sua opposta indica gli Altri, se la seconda riguarda il possesso e il radicamento l’ottava che le sta di fronte simboleggia la ridistribuzione del capitale come pure il non avere radici.
Attenzione, non bisogna però commettere l’errore di pensare che la prima delle due case sia più importante dell’altra. Se non ci fossero gli altri, infatti, non ci sarebbe nemmeno l’Io, se non ci fosse lo sradicamento non ci sarebbe nemmeno il radicamento, sul piano reale e su quello psicologico. Insomma, un polo non esiste senza l’altro.
Tutto fa parte del tutto e il tutto ha bisogno di ogni sua singola parte per funzionare.
Così, proseguendo nella ruota zodiacale, la terza casa e i Gemelli rappresentano il contatto circostante con il mondo esterno, tramite lo spostarsi nelle vicinanze1 e attaccar bottone con i vicini, parlando delle ultime novità, dei pettegolezzi del vicinato, del noto, di quello che accomuna il soggetto e il suo interlocutore.

Casa e segno hanno una attitudine critica (Mercurio) per consentire al protagonismo di ciascuno di noi di ottenere un ruolo (Plutone) che gli dia un riconoscimento sociale (Y) cogliendo le occasioni che il tempo presente offre (Urano in trasparenza). Come pure hanno la necessità di avere le informazioni (Mercurio) che consentano di non sbagliare nel relazionarsi con il circostante, promuovendo l’ultima novità che fa stare al passo con i tempi, concentrandosi su quello che oggi va per la maggiore (Urano). Quelle notizie che ci fanno integrare nel mondo vicino, che ci fanno sentire inclusi o esclusi dalla società di appartenenza (X-Eris in caduta), tramite il non credere (esilio di Giove) a una verità superiore e alla reale possibilità di cambiare (esilio di Nettuno) e rinunciando a ogni infantilismo (caduta per trasparenza della Luna).

Chi ha forti valori Gemelli o terza casa preferisce fare il fenomeno (Plutone), ritagliandosi uno spazio, in parte promuovendo e pompando se stesso, in parte criticando gli altri (Mercurio) per affermare il proprio Io e ottenere un ruolo sociale (Y). La critica e il pettegolezzo, come ho rilevato in un articolo precedente su questi settori dello Zodiaco2 sono un mezzo molto potente di controllo sociale. In questo modo infatti si emargina chi è diverso, chi esce dal coro, chi devia dai canoni comunemente accettati. Chi pensa ai Gemelli e alla terza casa come settori zodiacali trasgressivi sbaglia di grosso. Non sopportano infatti di non venire riconosciuti, all’interno di un gruppo ristretto (Mercurio) in cui vengono accettate regole sociali precise (Y).
Intendiamoci, ognuno di noi a modo suo ha bisogno di un riconoscimento di questo tipo, pena l’isolamento totale da parte della società.
Nella parte bassa dello Zodiaco vige quindi questo modo di interagire e di capire, imitando il comportamento del prossimo (non dimentichiamo infatti che nella terza e in Gemelli ha il suo domicilio primario anche Mercurio, considerato il pianeta dell’intelligenza, anche se la comprensione è un fenomeno più ampio che non può essere confinato a un solo pianeta).
Cosa succede quindi nella parte opposta, quella alta dove stanno la nona casa e il Sagittario e che senso ha nella logica della vita nell’universo?
Nella sequenza delle case sopra l’orizzonte, dopo aver instaurato un rapporto con gli altri e aver messo in discussione le certezze della famiglia d’origine, con la nona si decide di ampliare gli orizzonti, sul piano mentale o su quello fisico.

Per andare oltre (Nettuno) e spaziare nel mondo (Giove e Nettuno) bisogna credere (sempre Giove) a priori, fidandosi della buona sorte, magari garantita da un’entità superiore (Giove) capace di proteggerti e di accoglierti sotto la sua ala protettiva (X-Eris) promettendo un futuro di speranza almeno immaginato (Nettuno) in cui il verbo (Giove) ti indichi una direzione, regole morali, un insegnamento di vita a tutto campo. Il mondo è un immenso territorio (X-Eris) da esplorare e non costituirà un luogo infido di cui avere paura (Plutone in caduta), ma una sorta di luogo protetto dalla Dea-Madre (Nettuno e la Luna in trasparenza) capace di nutrirti e proteggerti. Certo devi essere privo di senso critico (esilio di Mercurio) e di fissazioni varie (esilio di Y) anche se, per la dialettica degli opposti, nel momento in cui ti affidi a un credo o a una religione quasi sempre c’è la necessità di affidarti a riti che in realtà sono ipsilonici, come rosari, mantra, messe e cerimonie varie.

Ho spiegato con dovizia di particolari il fenomeno del misticismo in un mio vecchio studio, La conquista dell’eternità 3, e invito a leggerlo chi non avesse avuto la ventura di farlo.
La descrizione della casa e dei suoi atteggiamenti mentali relativi, fortemente simili a quelli del Sagittario, sembrerebbero in teoria escludere una gran fetta dell’umanità, tranne chi ha forti valori religiosi o un grande impulso a esplorare il mondo.
In realtà per tutti questo tipo di stimoli sono indispensabili e, se non credessimo in qualcosa, anche solo nella capacità di sopravvivere, finiremmo schiacciati dalla mancanza di voglia di andare oltre. Senza, ci mancherebbe ogni iniziativa, forse. Ci siederemmo ai margini della strada della vita in preda alla depressione, malattia che, nei grandi numeri, colpisce molto di più i Gemelli del Sagittario, influenzato dai pianeti dell’equilibrio psichico, ossia Luna, Giove e Nettuno. La nona casa ci dà la forza di andare avanti, non importa in quale direzione. Non lo fa tramite la voglia di volontà quanto piuttosto attraverso la creazione di miti e credenze immaginative. Del resto, pure le neuroscienze in tempi recenti hanno appurato che siamo tutti “vittime” di racconti interiori creati da noi o già esistenti4, quelli che alla fin fine guidano la nostra vita.
Sono “favole” che ci danno una morale, ci insegnano tramite vicende immaginifiche e capaci di influenzare l’inconscio di ciascuno di noi. Da un lato abbiamo le grandi religioni, i grandi miti, le convinzioni ideologiche. Dall’altro il principe, l’orco, le prove da superare per salvarsi nel bosco, la bella principessa che si risveglia da un lungo sonno dopo che il suo amato l’ha salvata, il brutto anatroccolo che diventa cigno e via favolando. Guarda caso spesso i grandi narratori di fiabe hanno forti valori del Sagittario.




 

 

 

Come Carlo Collodi, narratore immaginifico e moralista delle avventure di Pinocchio, burattino che vaga per il mondo cadendo vittima della sua ingenuità, ma al termine della storia ritrova la retta via e si trasforma in bambino in carne e ossa. La favola di Pinocchio la conosciamo tutti, ci ha divertito e spaventato, con il suo mondo popolato di animali fatati, di creature strane, di morti, rinascite e redenzione. Si tratta di un viaggio, di una fuga, di un’esplorazione del mondo dei grandi e delle regole morali che presiedono la società. Guarda caso Collodi, il cui vero nome era Lorenzini, era Sagittario con il Sole in quinta casa (grande vitalità e voglia di insegnare) al trigono di Plutone in nona casa, quella del Sagittario, che gli dava una grande consapevolezza di sé e forse un eccesso di sicurezza. Quella che fa dichiarare a voce alta ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Grande moralista, Lorenzini era però un altrettanto grande inventore di storie, che un po’ raccontava a se stesso, un po’ agli altri, per spiegare loro dove sta il bene e dove il male. Così, nella sua mente e nella sua opera maggiore, troviamo la fata dai capelli turchini, una rappresentazione della figura materna di certo non del tutto positiva se guardiamo la brutta Luna in Vergine dell’autore, il paese dei balocchi dove se ti lasci andare agli eccessi vieni trasformato in ciuco, come vuole il suo Mercurio leso in Sagittario e sesta, il Grillo Parlante, che rappresenta la cosiddetta coscienza, Mangiafuoco domatore spaventoso, il Gatto e la Volpe che cercano di fregarlo per la sua stoltezza. Tanti pericoli, ma infine, ritrova il babbo nel ventre della balena, e riesce a tornare a casa.

Se molte persone influenzate dal Sagittario e dalla nona si limitano a viaggiare con la fantasia o a cercare verità superiori che li rassicurano, ci sono alcuni che si spingono davvero verso il limite estremo, senza pensare che la Natura può essere crudele, se la sfidi senza intelligenza..

 

 

 

 

 

 

 

Come accadde allo sfortunato Christopher McCandless, l’avventato ragazzo americano le cui gesta sono narrate nel bel film di Sean Penn, Into The Wild. Per chi non lo ricordasse McCandless era un giovane californiano avventuroso che, rifiutando la civiltà dei consumi, decise di avventurarsi a piedi fino in Alaska, nutrendosi dei frutti della natura e cercando ripari di fortuna. Purtroppo aveva fatto male i calcoli e morì di stenti in un autobus abbandonato nelle foreste impervie dell’estremo nord. Lo slancio idealistico in questo caso non era accompagnato da una sufficiente valutazione della realtà. Aquario ascendente Leone, con Nettuno quadrato al Sole e a Mercurio, a testimoniare una buona dose di angosce di fondo, aveva Saturno congiunto a Eris in nona casa. Come pure Marte in Pesci, sempre in nona in trigono a Nettuno, a ribadire l’inquietudine e la necessità di spostarsi in continuazione, non si sa alla ricerca di cosa.
Con Saturno e Eris in nona aveva un culto esagerato, quasi idolatra, della Natura, senza però la capacità razionale di trovare con essa un rapporto equilibrato, e senza capire che è sempre più forte la Natura dell’uomo. Lo scoprì a costo della vita per colpa di un eccesso di fiducia in se stesso e nel mondo.
Chi ha forti valori da nona casa crede davvero che siamo parte di un tutto, forse solo pedine all’interno di un mondo in qualche modo protettivo e materno. Come ipotizzò James Lovelock, un chimico inglese che formulò l’affascinante teoria di Gaia 5, secondo la quale viviamo in un immenso organismo in cui tutto è interconnesso, biologicamente e non solo. Non per nulla Lovelock dette il nome di Gaia, la Dea della Terra nella mitologia greca, alla sua teoria.

Nel tema dello scienziato inglese, troviamo la bellezza di sei pianeti in nona casa, a ribadire il suo interesse a credere di vivere nel migliore del mondo possibile. Come se non bastasse, X-Eris è a fine Pesci nella quinta casa, e in trigono a Plutone in nona. A ribadire che è molto più importante la madre del padre, anzi una figura materna iperprotettiva e generante, che ci faccia sentire tutti figli della stessa madre. Madre, non matrigna, come la vedeva Giacomo Leopardi, Cancro sì, ma con Luna e X-Eris in Capricorno e terza casa che di certo non lo aiutavano a vedere il mondo come un grembo protettivo.

Certo, quelle che ho esposte ora sono suggestioni, l’intera natura di una casa e di un segno sono ben più complesse. Le esplorazioni geografiche e mentali sono infatti sì complicate ma fanno parte dello spirito dell’umanità. Nona e Sagittario indicano gli stimoli astrali che spingono ad addentrarsi nel mondo inesplorato, confidando6 anche inconsciamente nell’aiuto di una entità superiore, come il San Cristoforo protettore dei viaggiatori. Se analizzassimo il fenomeno secondo i criteri della razionalità, come potremmo pensare che una persona morta quasi duemila anni fa, sia pure un santo, può aiutarci a superare i pericoli di un’esplorazione? Eppure ne abbiamo bisogno per la nostra salute mentale. Allora ben vengano i personaggi di favola, i santi, i numi tutelari intellettuali o i supereroi – astrologicamente non fa differenza – ci sono indispensabili per sconfiggere le paure.
Ecco quindi l’autentica funzione della nona e del Sagittario.
Spaziare senza paura grazie alla fede in personaggi forse inventati o forse no, che ci servano da numi tutelari.

Ne abbiamo bisogno, inutile raccontarsi balle.

 

 

Il prossimo mese altro giro di giostra. Sarà il turno della decima casa e del Capricorno. Ci arrampicheremo nel punto più alto dello Zodiaco, quello da cui puoi dominare il mondo, ma dal quale puoi solo scendere. Meglio essere allora pronti a portare con sé pioli e piccozze per arrampicarsi, e paracadute in caso di pericolo di cadute.



N.d.A. : Alcune delle riflessioni esposte nell’articolo sono ricavate da discussioni e indagini sull’argomento nel mio gruppo Rotte e approdi - Gruppo di astrologia dialettica morpurghiana7, da me creato e gestito.



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1Da contrapporsi ovviamente al lontano del Sagittario. .
2 https://www.larottadiulisse.it/lez.astro_logica/puerludens.html
3 https://www.larottadiulisse.it/studi/mist.html
4
Il cosiddetto storytelling.
5
https://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_Gaia
6
Con-fidare deriva etimologicamente da fede, una virtù propria di Giove, non dimentichiamolo.
7 https://www.facebook.com/groups/198516613553915/

 

massimomichelini1@virgilio1.it

agosto 2022


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