LA ROTTA DI ULISSE

 


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Lezioni di astro-logica – capitolo terzo
Il desiderio maschile – prima parte

L’homo masculus

di Massimo Michelini


Riassunto delle puntate precedenti.
Come abbiamo visto - e abbiamo sempre saputo anche se di certo si tratta della scoperta dell’acqua calda - siamo al mondo perché siamo vivi. Nel momento in cui viviamo siamo colpiti da una singolare attitudine, ossia coltiviamo il miraggio di essere eterni. Non lo fa solo qualche pazzoide, intendiamoci, lo fa ogni singolo abitante del pianeta. Per illuderci di essere davvero immortali, Madre Natura, DNA e il firmamento intero sotto le vesti di Zodiaco, pianeti e altro ancora ci inducono desideri che, come dice la parola stessa arrivano dalle stelle, sidus-sideris in latino. De-siderare all’incirca significa bramare qualcosa al di fuori di noi, ma ci sono anche quelli che non escono dal proprio orticello e puntano solo verso se stessi, a volte mostrando soprattutto una grande dose di narcisismo o chiusura mentale e corporea. Ossia, c’è chi ha paura di darsi o non vuole farlo. Se sta bene così come sta, siamo felici per lui, o per lei. Di solito, invece, si cerca la parte che ci manca e sempre la suddetta Madre Natura ha fatto sì che la nostra specie, l’homo all’incirca sapiens, ci abbia dotato di organi sessuali che determinano o influiscono in maniera forte sul nostro comportamento. Aiuto, sto toccando un argomento delicato, di questi tempi è pericoloso addentrarsi in semplificazioni di questo tipo. Il politicamente corretto di moda ai giorni nostri prevede infatti che venga impiegata tutta una serie di sigle e lettere e segni grafici che includa ogni variante possibile, mentale-esistenziale-sessuale e altro ancora, anzi di più, affinché nessuno si senta discriminato. Inoltre, dire mezza parola che non rientri in todo nella correttezza codificata (nella forma, la sostanza è un’altra cosa) comporta discredito e pubblico linciaggio. Arrivato alla mia età ed essendo irrimediabilmente libertario e libertino, me ne fotto (si potrà dire?) e dico che esistono organi sessuali che comporterebbero in media un desiderio di un certo tipo. Anche se poi all’atto pratico la questione è infinitamente più complessa perché ben sappiamo che l’identità biologica non sempre coincide con quella psicologica e con quella sessuale, e non necessariamente il non sentirsi maschi – o all’opposto non sentirsi femmine – implica l’attrazione per persone dello stesso sesso, come pure sul fronte opposto ci sono uomini virilissimi che desiderano persone dello stesso sesso, o donne femmine femmine che fanno altrettanto, tanto per capirci. Visto che lo studio parla di maschi, riassumo dicendo che ci sono uomini effeminati etero come ci sono autentici viriloni gay. Inutile scomodare i rapporti con i genitori, le esperienze della prima infanzia o altro ancora, resta sempre un quid di imperscrutabile e di non chiarito nella natura dell’identità e, ancor di più, in quella della sessualità.Nessuno ha dato una spiegazione valida o definitiva sulle varianti dell’orientamento sessuale e, in barba all’onorevole Pillon & Friends, dico che nulla è peccato o malattia, ma l’essere atipico rispetto alla media sociale è solo una delle possibilità offerte dalla vita. Ciò nonostante, Marte e il maschio medio1 hanno per la legge dei grandi numeri un orientamento di un certo tipo, quello applicabile anzitutto all’homo masculus. Però, se non voglio farmi cogliere da un mal di testa terrificante e vedere svanire anche l’ultimo lettore paziente che mi ha seguito fino a qui, per semplificare al massimo, parto dal desiderio maschile “classico”, ossia attivo, penetrante, caldo. Che, sulla carta, de-sidera il suo opposto, ossia una donna anch’essa “classica”, passiva, penetrabile, umida. ATTENZIONE, mi sto addentrando sempre più in un terreno scivoloso dove ogni singola parola può essere male interpretata. Nella nostra cultura si dà infatti una accezione negativa al termine passivo, ritenuto sinonimo di inferiore e abulico, senza iniziativa2. In qualche caso può esserlo, ma in campo sessuale, passivo è chi aspetta che sia l’altro a iniziare (inizio è sinonimo di Ariete, non dimentichiamolo). In maniera analoga penetrabile è chi lascia aperto un varco per far accedere un corpo esterno dentro di sé, mentre l’essere umidi3 favorisce la penetrazione. Ciascuna di queste peculiarità ha riscontri caratteriali, e lo vedremo poi.
Ricordiamo che il maschio, il cui modello più caratteristico viene identificato con la lettera dell’alfabeto greco alfa che guarda caso è la prima dell’alfabeto come lo Zodiaco prende il via, ossia inizia, con il domicilio di Marte, è orgoglioso delle sue protuberanze che, dopo complessi rituali di accoppiamento, gli consentono in teoria di conquistare la femmina della specie a cui affidare il proprio seme, per dare poi alla luce una nuova creatura.
Quindi l’uomo masculus de-sidera anzitutto penetrare la pulzella di turno per affermare il proprio primato (termine derivato da primo, ossia sempre di Ariete parliamo) grazie al quale non solo si considera il miglior (aggettivo qualificativo legato al Sole, questa volta) amante dell’universo, ma grazie al quale lancia fuori da sé con impulsività (Marte) e senza ragionevolezza e programmazione (Saturno) una propria parte che potrebbe consentirgli di andare oltre la propria vita (Plutone). In qualche modo eternando così il proprio essere (Y, il secondo pianeta transplutoniano ipotizzato da Lisa Morpurgo, signore dell’eternità, della fissazione dei geni in pattern precisi e alleato del Sole in Leone e Ariete). Quindi, nel momento in cui ha un rapporto sessuale, perpetua l’illusione di sconfiggere la morte. Sembra superfluo scomodare Freud o i poeti e i saggi di ogni civiltà e tempo per avvalorare queste tesi, ma è un dato di fatto.

Già, i più pignoli potrebbero però obiettare, a ragione, che l’essere umano non passa la maggior parte del tempo a fornicare, come dicevano un tempo i bacchettoni moralisti. Verissimo, ma i ritmi cosmici fanno sì che il pensiero del tramandare la propria vita pervada ogni singolo angolo dell’esistenza, tanto che se si è vittime di forti depressioni ci si ritrae in qualche modo dal mondo, e non si de-sidera più nulla. Ossia anche le stelle e quello che esse rappresentano ti hanno abbandonato.
Inoltre, l’impulso sessuale in qualche modo si trasmette anche ad altri settori del vivere, che all’apparenza non hanno nulla a che fare con esso.
Come il primeggiare, il competere, il voler emergere e il vincere, settori in cui non vuoi avere un rapporto sessuale con chicchessia, ma vuoi soltanto affermare te stesso. Basta uscire ogni santo giorno per strada e ci accorgiamo che non solo l’uomo masculus alfa si comporta così, ma pure donne, trans e asessuati e altre particolarità umane che al momento mi sfuggono.

Chi è il maschio alfa? La tipologia è arietina, inutile girarci intorno, tanto che se pensiamo a personaggi del primo segno come Flavio Briatore (sono il meglio sulla piazza e arrivo per primo), Fabrizio Corona (sono figo, sono bello e faccio il cappero che mi pare), Alberto Zangrillo (so tutto io e voi non avete capito una mazza, in senso letterale) o il gladiatore Russell Crowe (Al mio via scatenate l’inferno). Certo non tutti gli uomini dell’Ariete sono di questo tipo, ma l’impulso è quello, anche in chi per educazione, cultura o elementi del tema natale particolari vuole emergere in modo del tutto differente. Attenzione poi, questo impulso è diffuso a entrambi i sessi di ogni segno, perché ogni singolo componente dell’umanità intera, in questo angolo di universo è sentirsi unico e inimitabile e, soprattutto, centro di tutto quanto.
Giusto per rimarcare il concetto, in astrologia il Sole, simbolo di vita, ha come simbolo un pallino al centro di un cerchio. Tradotto dalla grafica alle peculiarità caratteriali, ognuno pensa che tutto orbiti intorno a lui. In un certo senso è pure vero, perché ci rapportiamo al mondo secondo il nostro punto di vista e con le nostre possibilità, le uniche che possiamo avere. Se volessimo fare i pignoli però dovremmo dire che noi siamo una minuscola fetta d’universo, non il contrario.
Ma l’homo masculus parte alla conquista dell’universo, prendendo l’avvio verso la riconquista sua parte femminile e brandendo le armi che può permettersi. Quelle che fecero pronunciare a Mae West una meravigliosa battuta negli Anni Trenta del secolo scorso:  
“Is that a gun in your pocket, or are you just happy to see me?”
“Hai una pistola in tasca o sei solo contento di vedermi?”
Battuta copiata da Jessica Rabbit in “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, che nella tasca non ipotizzava un fucile ma un coniglio.
Non dimentichiamo poi che quella pistola può essere fonte di morte ma anche di vita, e di infinito piacere, per entrambi i contendenti in camera da letto. L’homo masculus sarà orgoglioso (virtù attribuibile al Sole) delle proprie doti nascoste anche nei casi in cui non sarebbe il caso, magari usando le armi del pianeta naturalmente alleato di Marte, ossia Plutone, esperto in menzogna e occultamento. Oppure le sparerà grosse, come spesso accade.

Inoltre, lo sappiamo tutti, una delle fisse della parte maschile è la competizione più o meno sportiva. Attenzione, non è detto che le fanciulle siano da meno, anzi tutti noi abbiamo assistito a episodio di bullismo tra ragazzine, le bulle, a volte usando anche le mani per sistemare la rivale contro cui si il gruppo si accanisce. E, altrettanto sgradevole e pericoloso, accade che donne adulte si coalizzino per escludere qualcuna, non importa quale sia il motivo, alla faccia della sorellanza.
Perché nella struttura della società umana, ma anche di quella animale, ci si allea tra simili e si riconosce a qualcuno il ruolo di capo, o quel qualcuno riesce a conquistare da solo quella posizione. Inutile ricordare che il cranio, anche detto nella lingua italiana “capo” è appannaggio astrologico dell’Ariete. Come pure alzi la mano chi non ha mai sentito qualcuno definito “testa di c…”, tanto per restare in argomento Marte.
Quindi il maschio medio vuole atteggiarsi a homo masculus e, se non riesce ad esserlo davvero, venera il capo “ufficio”, il capo di partito, ha un debole per una star del calcio o di altro sport. Cosa che accade quasi mai per le donne, che, se dicono di venerare qualche personaggio famoso, lo fanno con qualcuno del tutto lontano da loro, giusto per non far scattare il paragone in cui uscirebbero di sicuro perdenti. Ma, si sa, le donne in medie sono più astute degli uomini.
Inoltre, l’homo masculus sconfina spesso o è parte integrante dell’homo sportivus, a volte rivitalizzando anche doti virili scarse grazie alle imprese della squadra del cuore. Come è successo di recente in Toscana, dove un tifoso uscendo dallo stadio tutto carico ha toccato il sedere di un giornalista, e mal gliene è incolto, come dicono i raffinati. Uomini, ingenui oppure no, hanno sempre governato il mondo, salvo sporadiche e transitorie eccezioni.
Forse, e ribadisco forse, è impresa ardua prevedere un sistema politico ed economico in cui uomini e donne siano davvero alla pari. Mai dire mai, però, e la consapevolezza anche astrologica delle vicende umane può solo essere d’aiuto.

Per concludere con considerazioni astrologiche che immagino Freud avrebbe apprezzato, il maschio, e la vita in generale nel nostro sistema zodiacale, parte dal de-siderio di conquistare la femmina di turno per sentirsi vivo e credere di sconfiggere la morte.
Non ho fatto una classifica di valori, intendiamoci. E aggiungo in chiusura che il pianeta opposto al Sole, Saturno, nello Zodiaco è alleato una volta a Marte, in Capricorno, e una volta a Venere, in Bilancia. In entrambi i casi Saturno è in aspetto negativo all’Ariete, dove svetta il Marte dell’homo masculus. Qualcosa vorrà pur dire. Faccio uno spoiler, e chi non vuol sapere come andrà a finire non legga la prossima frase: prima o poi la ruota gira!.



N.d.A. : Alcune delle riflessioni esposte nell’articolo sono ricavate da discussioni e indagini sull’argomento nel mio gruppo Rotte e approdi - Gruppo di astrologia dialettica morpurghiana4, da me creato e gestito.



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1 Aggiungo per par condicio che in maniera opposta e complementare esiste anche la femmina tipo, non il solo maschio è stereotipato. Ma delle donzelle, più o meno gentili, ci occuperemo in una prossima puntata.
2 Come sempre il linguaggio parla, perché iniziativa deriva da inizio e lo Zodiaco comincia guarda caso con l’Ariete e il domicilio primario di Marte.
3 L’umidità è legata guarda caso a valori lunari come l’emotività, quindi a valori femminili.
4 https://www.facebook.com/groups/198516613553915/

 

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dicembre 2021


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