la rotta di ulisse 2.0

 


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I pianeti in Pesci

La Luna

Nei Pesci, la Luna procura una memoria stranissima, come del resto accade quasi sempre per qualsiasi manifestazione del dodicesimo segno. A volte tende infatti a confondere la fantasia con la realtà o con quanto vissuto in prima persona. Immedesimandosi talmente tanto nei ricordi dolorosi altrui non tanto per protagonismo quanto per troppa empatia. Può dare inoltre anche ricordi “cosmici”, nei quali però è sempre molto difficile distinguere il vero da quanto è frutto di immaginazione. Sensibile oltre misura, a volte anche troppo, vaga per il mondo pronta a scorgere ovunque sventure e pericoli, ma anche avventure miracolose che vanno afferrate al volo, prima che scompaiano nel nulla. La sua emotività fortissima la rende partecipe dei dolori dell’umanità intera, anche se una certa mutevolezza e distrazione fanno sì che dimentichi spesso presto l’oggetto che ha provocato il dolore emotivo, perché ha trovato qualcosa o qualcuno che la commuove anche di più. Pur se esaltata nell’ultimo segno, la Luna in Pesci dà una figura materna parecchio complicata. Poiché infatti rappresenta l’ultimo mese di gravidanza, quando la madre è spesso stanca di portare il figlio dentro di sé ma ha anche un po’ paura del distacco che deriverà dalla nascita imminente, crea spesso difficoltà a recidere il cordone ombelicale, anche da adulti. Sovente inoltre indica che la madre ha il bisogno di farsi proteggere dai figli, e di essere a sua volta protettiva nei confronti della propria madre, invertendo così quello che dovrebbe essere l’ordine naturale delle cose. Ciò accade soprattutto nei confronti delle femmine, ma anche i maschi non scherzano, restando spesso invischiati nel complesso di Edipo. Dà poi un’ipersensibilità accesa, soprattutto nel corso dell’infanzia, che può essere anche costellata da malattie, vere o immaginate non importa, e da una reale nostalgia del grembo materno, che proteggeva dai pericoli del mondo esterno. Insomma, per quanto importantissima non è una Luna di tutto riposo tanto che una donna farà a volte fatica a trovare una propria identità femminile disgiunta da quella materna, forse anche per un eccesso di fantasia che vorrebbe far sì che il soggetto in questione divenisse tutto e il contrario di tutto. Il mezzo per entrare in contatto con gli altri sarà prevalentemente il lamento, non recitato ma vissuto in prima persona per un eccesso intrinseco di emotività. Più tranquilla è forse la posizione degli uomini con questa Luna che, se pur ipersensibili di loro, vanno poi alla ricerca di una creatura fragile, o ritenuta tale, da proteggere. Ci sono poi due opposte tipologie fisiche da cui sono attirati: quella della donna con i seni enormi (vedi Berlusconi) e quella invece dall’aspetto infantile e un po’ malaticcio, a volte sull’orlo dell’anoressia, e comunque una creatura che dà l’impressione di dover ancora svilupparsi pienamente.

Questa descrizione è tratta dall’articolo sulla Luna:
http://www.larottadiulisse.it/astri/luna.html

Mercurio
La peculiarità di Mercurio in Pesci è la distrazione, l’essere sempre proiettati in una dimensione apparentemente diversa da quella in cui si vive. È incapace di un ragionamento logico comunemente inteso ma, grazie all’influsso di Luna e Nettuno, ha guizzi di genio che gli consentono di squarciare a volte il velo dell’infinito. Certo non puoi pretendere da lui costanza e coerenza, ma a volte capita che, per nostalgia dell’opposta Vergine, tenti infiniti lavori di ordine o catalogazione, lasciandoli poi a metà come certe opere incompiute nel sud dell’Italia. È attirato dalle emozioni altrui, e comunica soprattutto con i sentimenti, spesso con persone eccentriche, strane e magari malate. Spesso fuggendo poi all’improvviso dal rapporto, quando si è stancato. Paradossalmente può essere un buon commerciante anche se discontinuo e atipico, sopperendo alla mancanza di attenzione e di astuzia con una comprensione empatica che può conquistare il cliente. Si muove molto, a volte in maniera confusa e poco programmata, e può dare ottimi ballerini, con una spiccata sensibilità musicale. La sua adolescenza potrà essere vissuta in vari modi: solitaria o iperprotetta dai genitori, funestata da problemi di salute o fuori dalla norma per i motivi più strani. Come figlio dei propri genitori a volte inverte i ruoli e, per esigenze reali o per suo temperamento, si sente investito dal dovere di proteggerli. Oppure ancora li rimprovera di averlo gettato allo sbaraglio nel mondo, che al tempo stesso lo affascina e lo spaventa. Come genitore sarà a volte iperprotettivo ed eccessivamente ansioso, in altri casi manifesterà una fragilità tale da costringere la prole a farsi carico delle sue esigenze emotive o materiali. Tutte le tendenze sopra descritte sono amplificate all’ennesima potenza se anche il Sole è in Pesci, creando personalità geniali, apprensive, distratte e mutevoli. Questo Mercurio dà all’Aquario una nota sentimentale che non guasta, facendolo diventare più sensibile alle istanze emotive, anche se possono aumentare la vaghezza come pure la distrazione. Un Sole in Ariete, invece, perde certe spavalderie di troppo e si addentra nel magico mondo delle emozioni, alternando così l’impulsività alla sensibilità.

Questa descrizione è tratta dall’articolo su Mercurio:
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Venere
Esaltata per trasparenza nell’ultimo segno, qui Venere è effettivamente proiettata in un oltre (e non è detto che sappia quale sia) tanto è persa nel mondo dei suoi sogni. Vive infatti spesso in una dimensione onirica dove il rimpianto del passato (di un amore passato in questo caso) si congiunge alla fantasiosa speranza che quell’amore ritorni, anche quando l’amato bene è passato a miglior vita. E in tal caso si immagina di ricongiungersi a lui in paradiso o in un luogo analogo, a seconda delle credenze religiose. Intendiamoci, la maggior parte delle Veneri in Pesci non si auto-reclude in una luttuosa nostalgia di ciò che non c’è più, perché ama e si innamora tantissimo. Le basta un sospiro, una carezza fuggevole, uno sguardo rubato su un tram per farle credere in un amore eterno. Anche se poi, allo sguardo successivo di un’altra persona, incontrata magari solo mezz’ora dopo la precedente, ci si innamora di nuovo per l’eternità, fino alla prossima volta. Per il noto masochismo del segno, questa Venere non ama se non soffre almeno un po’, se non immagina fughe rocambolesche e salvataggi miracolosi sull’orlo dell’abisso, se non ricorre al sentimento per farsi distogliere dalla prosaica realtà terrena. Ama i sofferenti, ed è infatti spesso presente nel tema natale di infermieri, e può dare il meglio di sé se potrà curare chi ama, sia per dolori fisici sia per quelli emotivi. È apprensiva e gracile in fatto di salute, ma è meno fragile di quel che sembra e spesso a furia di dolori e lamenti riesce a campare cent’anni. In fatto di estetica ha gusti strani se non stravaganti che, nei casi estremi, possono sconfinare nel kitsch. 
Se anche il Sole è in Pesci non c’è contraddizione tra l’Io conscio e l’amore, anzi i nativi palpiteranno per qualsiasi emozione che si profili all’orizzonte (e anche se non si profila), spesso innamorandosi a oltranza di chi comprende i loro dolori interiori e magari gliene procura qualcuno di nuovo per piangerci un po’ su.
Personalità così diverse come Capricorno e Pesci non possono che arricchirsi a vicenda. Chi possiede questa combinazione planetaria accompagnerà alla volontà di dominare la vita, propria del Capricorno, una sensibilità pescina trepida e romantica, spesso suscitando lo stupore di chi non saprebbe immaginare, dietro la rocciosa scorza del decimo segno, un cuore che vibra di sogni.
L’Aquario con Venere nell’ultimo segno acquista enormemente in sensibilità, ma di certo non in fedeltà affettiva. Vivrà per l’amore, quello del minuto, e poi quello del minuto successivo, consapevole però che parte delle sue attese affettive resteranno sogni, con una sotterranea vena di malinconia. Nei casi in cui invece è fedele, lo è in situazioni che comportano sofferenza o l’impossibilità di ottenere davvero stabilmente l’amore che si vorrebbe. Avendo sempre la consapevolezza che, in questo mondo materiale, almeno la fantasia è gratis. 
Uomo o donna, l’Ariete con questo tipo di Venere smorzerà la propria irruenza almeno nel campo degli affetti. Sarà pronto a commuoversi e a innamorarsi al primo batter di ciglia di uno sconosciuto, anche se un certo moralismo di fondo impedirà spesso di tradire davvero il partner. Irruente ed emotivo, dovrà imparare a bilanciare e a far convivere queste due diverse forze della natura che ha dentro di sé. 
Se un Sole in Toro è spesso tutto terra terra, felicemente terra terra, la Venere in Pesci lo costringe a tuffarsi senza salvagente nell’oceano dei sentimenti. Potrà farlo concedendosi fugaci avventure, prima di tornare al quieto focolare domestico, oppure spaziare solo con la fantasia. Come capitava a una mia anziana parente, avida lettrice dei romanzi rosa di Liala e Delly, popolati fittamente di aviatori morti in guerra e fanciulle straziate che per tutta la vita rimpiangevano l’amore perduto.

Questa descrizione è tratta dall’articolo su Venere:
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Marte
Nell’ultimo segno dello Zodiaco, Marte può dare tutto tranne che il comportamento comunemente definibile come aggressivo. Anzi, per il masochismo implicito nel segno dà delle vittime potenziali, volontarie o involontarie. Vittime spesso della metà femminile dell’umanità, se non fisicamente di certo emotivamente e moralmente. Sapendo che la sua tendenza naturale sarebbe quella di soccombere, questo Marte o fa opera preventiva di chiusura per impedire di venire attaccato oppure dà spazio mentale a fantasie di vendetta, che stenta quasi sempre a mettere in opera. Quando esplode perché gliene hanno combinate troppe, pesta i piedi come un bambino e scoppia in collere verbali che non potrebbero spaventare nemmeno un moscerino o un lombrico. Può essere soggetto a incidenti per tendenziale distrazione, anche se spesso un qualche santo patrono dei distratti lo salva sull’orlo della catastrofe. Non sa nemmeno di avere una muscolatura, perché con la testa è sempre altrove, ma quella che ha può essere strana, filiforme o sgusciante, più da creatura acquatica che da essere umano. Gli uomini con questo tipo di Marte possono sedurre con la dolcezza o la fantasia, a volte anche contro le regole dell’Eros “normale”. Lo “fanno strano” non per volontà di trasgredire ma perché non gli riesce diversamente. L’eccitazione scatta solo se è coinvolta la parte emotiva o se si riesce a dare spazio alla fantasia e al bisogno di avventura. Le donne con questo Marte possono innamorarsi di marinai, sacerdoti, tossicodipendenti, musicisti, o alternativi di varia natura, l’importante è che il partner sia fuori dalla norma, e che sappia stimolare il loro lato romantico. A volte troppo romantico.

Questa descrizione è tratta dall’articolo su Marte:
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 Giove
Appena si siede a tavola, il Giove in Pesci ti sommerge con i suoi problemi digestivi, esistenziali e amorosi. Ma intanto mangia. E tra il racconto dell’ennesimo abbandono dell’ultimo amante e quello di un estenuante viaggio a Lourdes (entrambe le narrazioni sono condite da qualche lacrima che scorre furtiva dal ciglio) fa sparire senza chiasso dalla tavola l’antipasto, il primo, il secondo, il contorno, i formaggi, il dessert, il caffè e l’ammazzacaffè. Per poi ricordarsi all’improvviso che ha mangiato troppo e che certo nell’arco di pochi minuti starà malissimo o addirittura morirà all’istante. Ma intanto ha spazzolato via tutto, e le prime cose a volatilizzarsi sono state alcool, cibi liquidi e dolci. Ha una bella voce, musicale ma con in sottofondo una leggera nota di lamentosità. Adora inoltre i vezzeggiativi e i diminutivi e, anche se pienamente maturo, usa a volte un linguaggio infantile. Crede di essere sfortunato – o almeno lo dichiara, ma quasi di certo è in buona fede – anche se già dalla nascita ha prenotato un posto in paradiso, o nel luogo ultraterreno equivalente di altre religioni. Come pure dichiara di essere disinteressato al denaro, ma per vivere bisogna pur guadagnare “qualcosina”, anche se spesso il suo “qualcosina” è tutto tranne che poca cosa. Vorrà dire che, al momento del trapasso, potrà lasciare tanto al luogo di culto che in vita ha frequentato con regolarità.

Questa descrizione è tratta dall’articolo su Giove:
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Saturno
Secondo un Pesci illustre, Ennio Flaiano, la via più breve tra due punti è l’arabesco, e mi pare una definizione perfetta per Saturno nel segno. Ci sono varie gradazioni in questo uso un po’ barocco della logica. Può esserci la genialità allo stato puro, grazie all’apporto della Luna e di Nettuno, anche se può trattarsi di genialità discontinua e non sempre compresa dai contemporanei. Chi genio non è può invece costruire deliziosi castelli logici simili a certe creazioni fantasy, tanto piacevoli per l’immaginazione quanto poco in contatto con la realtà del mondo. Il potere in sé e per sé gli interessa poco o nulla, a meno che non sia esercitato su ambienti stravaganti e settari, quali monasteri, prigioni, comunità di recupero per tossicodipendenti. Chi ha questa posizione planetaria ha comunque un’istintiva attrazione per quanto è diverso e, anche se collegato alla realtà per altri elementi del suo tema natale, si ritaglia uno spazio per dare libero sfogo ai suoi furori mistici o eccentricità. Potrebbe trattarsi di uno di quei manager che, una volta all’anno, si ritirano in un eremo per digiunare e meditare in solitudine. Questa potenziale diversità intrinseca fa sì che abbiano qualche lato di intolleranze nettuniane, soprattutto in campo etico o religioso. Hanno paura della vecchiaia ma sanno che, in quell’età, potranno dare libero sfogo ai lamenti che per il resto della vita hanno cercato di tenere sotto controllo. Oppure sognano di ritirarsi a ottant’anni in un eremo sperduto per cercare di andare incontro all’infinito.

Questa descrizione è tratta dall’articolo su Saturno:
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Urano
Gli ultimi nati con Urano in Pesci sono ancora troppo piccoli per rappresentare un valido campione di osservazione. Bisogna quindi fare riferimento ai nonni o ai genitori nati negli anni Venti con lo stesso Urano. La caratteristica più evidente era lo stupore, talvolta misto a terrore, nei confronti della tecnologia. Per riuscire ad azionare macchine di qualsiasi tipo dovevano almeno immaginare che il loro funzionamento dipendesse da qualche intervento magico, di elfi o folletti. Solo così erano in grado di metterle in moto. Suppongo che i nati nell’ultimissima generazione, nativi digitali, non potranno avere un rapporto così controverso con la tecnologia. Immagino allora che capiterà il contrario, ossia si tufferanno nella tecnologia perdendo però in qualche modo il rapporto con il reale. Ossia le macchine impiegate saranno scambiate per l’intera realtà, e non come strumenti per interagire con essa. I nativi degli Anni Venti erano comunque fantasiosi e disordinati sul piano lavorativo, e sopperivano spesso al caos organizzativo con un’innegabile originalità talvolta sconfinante con il genio, difficilmente confinabili in un’attività routinaria. Troppo distratti per cogliere al volo le migliori occasioni, sapevano però captare con l’intuito dove stava il loro interesse, sfruttando poi l’intrinseca lamentosità per ottenere favori dagli altri. Anche se si trattava di una caratteristica talmente innata che non erano in grado di averne consapevolezza. Ma la impiegavano, comunque. La distrazione fu spesso all’origine di incidenti di varia natura, anche se la tendenziale codardia impediva loro sovente di cacciarsi in situazioni senza via di uscita. Vedremo cosa combineranno a loro volta tra qualche anno i più piccoli nati con questa posizione planetaria e soprattutto come potranno vivere in un mondo dove la tecnologia impera.
Questa descrizione è tratta dall’articolo su Urano:
http://www.larottadiulisse.it/astri/urano.html

Massimo Michelini



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