LA ROTTA DI ULISSE

 


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Il desiderio

di Massimo Michelini


Dal prossimo mese, prometto, scriverò in maniera più semplice. Prima però devo proseguire con la mia astro-logica e per questo sono costretto a fare spolvero di un po’ di cultura. Concentratevi, se potete, il gioco vale la candela.
E vai con un’altra puntata dello studio, stavolta dedicata nientepopodimeno che al desiderio. Partiamo dunque da lontano, anzi dall’origine.

Come diceva il grande genetista François Jacob, spesso citato da Lisa Morpurgo nelle sue opere: “Il sogno di ogni cellula è diventare due cellule”1. Il nostro corpo e la nostra mente sono composti da un numero spropositato di particelle di questo tipo, non azzardo a sparare una cifra. Quindi, figuriamoci quanti sogni o illusioni abbiamo dentro di noi, anche a livello genetico. Mi tocca ripetere la celeberrima citazione shakesperiana: “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni”.
Già. Ma come ogni cellula diventa due? C’è un sistema semplice e collaudato, passare dalla camera da letto o ambiente con una funzione simile.
Se ci affidiamo poi alla biologia per capire chi siamo, come agiamo e quanto ci capita, scopriamo che il sesso è una attività all’apparenza istintiva, ossia vitale. Così, indipendentemente dal nostro grado di consapevolezza, nel corso della vita pratichiamo un gran numero di volte l’attività erotica per far sì che i nostri geni abbiano più possibilità di perpetuarsi al di là di noi, oltre noi. Intendiamoci, lo facciamo per impulso, non certo per rassicurarci sul fatto che in questo modo non moriremo del tutto dopo la nostra morte.
È la natura stessa a far sì che, perseguendo il piacere che può dare il sesso, oppure la gratificazione psicologica narcisistica ottenuta da una conquista, diamo più possibilità al nostro corredo genetico di trasmettersi al di là di noi.
Vediamo cosa dice la filosofia in proposito. Da pigro e inetto quale sono, faccio la scelta più semplice e mi affido a Wikipedia:
“Nella filosofia di Baruch Spinoza il termine appetito viene sostituito da quello di conatus intendendo con questa parola «lo sforzo col quale ciascuna cosa si sforza di perseverare nel suo essere» per un tempo infinito. Per questo l'uomo, secondo il principio naturale di autoconservazione, esprime un'appetizione che gli permetta di vivere per sempre. Quando il conatus si origina dalla mente si parla di volontà, quando nasce dall'intelletto e dai sensi corporei s'intende essere appetitus che rappresenta l'essenza dell'uomo che secondo natura desidera necessariamente ciò che favorisce la sua esistenza.
Con Leibniz l'appetizione riguarda l'attività della monade, quella tensione interiore cioè che fa passare la monade da una percezione a un'altra per sempre nuove visioni dell'universo. La vita interiore della monade consiste infatti nelle rappresentazioni generate da una forza che, in senso metafisico, Leibniz chiama "appetizione". Le diverse rappresentazioni di una monade sono implicite nel suo essere come nella natura del cerchio ci sono tutte le proprietà che si possono dedurre. La monade quindi rappresenta in se stessa tutto l'universo. Ogni monade vive in un mondo suo e soltanto suo; ma ogni monade è nello stesso tempo "specchio vivente dell'universo" in quanto riflette immagini che non vengono dall'esterno ma che essa stessa proietta come "centro di forza".
In Kant vi è la distinzione tra un'appetizione inferiore diretta a un oggetto sensibile e un'appetizione superiore che determina la formazione della legge morale.”2
O mamma, forse ho esagerato con la cultura! Non ci capisco più nulla! Provo a semplificare e a tradurre quello che queste illustri menti del passato hanno espresso in toni così complessi e alti. Per Spinoza e Kant nell’essere umano esiste un desiderio un po’ birichino che si indirizza verso un oggetto concreto (tipo un uomo o una donna, giusto per capirci) ma che può essere controllato da una legge morale superiore, per evitare che si ecceda. Leibniz scende nel dettaglio e dice che questi appetiti sono all’interno di ogni singola monade (o cellula) e rispecchiano quello che accade nell’universo.

In pratica, salta fuori che le singole celluline hanno “appetizione” e, tramite i propri desideri nati da immagini interiori, cercano di riprodursi.
Non lo sapevano, poverini, ma è quanto dice l’astrologia, dalla notte dei tempi, in modo più o meno esplicito. Per farlo sotto forma criptata, come un messaggio in codice, impiega racconti mitologici in cui gli Dei, litigano, fanno sesso, si cornificano, vogliono apparire migliori degli altri o prevalere su tutti. Giove tromba chi può, Venere fa la vezzosa e Marte mostra i muscoli, giusto per illustrare le funzioni dei singoli pianeti con l’immaginazione. Il modo migliore per fare capire a tutti quanti le singole funzioni delle forze planetarie.
Il sesso è dunque l’arma della riproduzione, ma come le vere armi non è detto venga impiegato ogni giorno, come può essere praticato a fini non riproduttivi, anche tra persone dello stesso sesso, lo si fa fin dalla notte dei tempi. Ciò accade perché come afferma da sempre la psicoanalisi, l’eros è il motore portante della vita, in qualsiasi modo lo si pratichi.
Per rendere ancora più chiaro il concetto, faccio un paragone con le modalità di comportamento dell’umanità. Fino a non molti decenni orsono, diciamo qui in Italia, fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando le condizioni di vita erano durissime e la medicina non era in grado di salvare un gran numero di vite. Per questo era naturale che ogni coppia facesse un numero spropositato di figli nella speranza che ne sopravvissero per lo meno uno, due o tre.
Chi mi legge cerca però ragionamenti astrologici e su quelli devo basarmi o affiancarli a indagini di altro tipo.
Veniamo allora ai nostri amati astri, al nostro indispensabile zodiaco.

Dal momento che esistiamo - e nel mese precedente abbiamo visto che l’essere è legato al Sole (https://www.larottadiulisse.it/lez.astro_logica/vita-vitalit%C3%A0.html) - siamo guidati dall’impulso inconscio di non morire mai. E, sapendo che ciò accadrà comunque, al di là di ogni nostra volontà, cerchiamo geneticamente di rendere eterno (Y, l’ultimo pianeta ipotizzato da Lisa Morpurgo e non ancora scoperto) il nostro modo d’essere.

Il sistema “naturale” è quello di far figli tramite il sesso, tanto importante da permeare tutta la nostra vita, anche solo col pensiero, quasi sempre inconsapevole.
Qualcuno potrebbe obiettare che esistono anche persone, religiose ma non solo, che non praticano sesso. Ma, se si guarda l’estasi di Santa Teresa di Bernini, non puoi non constatare che quello che cerchi di cacciare dalla porta rientra dalla finestra. Più che un’estasi pare un orgasmo, e forse si tratta solo di una diversa definizione, non di altro.
Aggiungo che di recente si è appurato che una parte della popolazione è più o meno felicemente asessuale3, pur non soffrendo di problemi fisici o psicologici. Ciò nonostante, nella mente di costoro si attivano gli stessi meccanismi nel corpo e nella mente di chi il sesso lo fa. Pare poi che non tutti gli asessuali per scelta siano single per questo motivo, ma esistono pure coppie bianche, felici di esserlo.
Ciò nonostante, l’essere umano desidera anche quando non gli interessa mettere in pratica il kamasutra.
“Desidera”, non dimentichiamolo, deriva da “de-sideris” o “de-siderare”4, ossia fissare attentamente le stelle oppure sentire la mancanza di. In altri termini, ogni desiderio è una mancanza derivata dalle stelle. E poiché le stelle per noi umani non sono altro che una parte del tutto, del cosmo, in cui ci rispecchiamo e che rispecchiano noi, oltre a farci vedere il nostro cammino, affermo che gli astri indicano il desiderio.
E lo fanno non solo in camera da letto, trovando l’amore della vita o trombando il trombabile - mi si scusi l’espressione scurrile - ma ci fanno sognare di diventare ricchi, potenti, di ottenere serenità, di essere più belli, di mantenere le cose come stanno, di risolvere i conflitti o i problemi interiori e via desiderando.
Ma il desiderio principale è sempre trovare la nostra metà, e mi tocca di nuovo citare la filosofia. Platone nel Simposio5 dà voce ad Aristofane che, nientemeno, dichiara che all’origine del mondo ogni essere umano era un maschio e una femmina insieme. Non come potremmo pensare oggi, si trattava proprio di un lui e di una lei non separati, una creatura sferica come l’omino della Michelin o il mostro di Ghostbuster. Con quattro mani, quattro gambe, due facce su una sola testa, quattro orecchie, due organi genitali e tutto il resto come ci si può immaginare. Insomma, non aveva bisogno di cercare qualcuno di diverso da sé. Zeus però è sempre stato un castigamatti e decise di separare queste creature in due per evitare che si credessero Dei.
«Da tempo è dunque connaturato che negli uomini l'amore degli uni per gli altri che si fa conciliatore dell'antica natura e che tenta di fare un essere solo da due e di curare la natura umana. Ciascuno di noi dunque è come un contrassegno (σύμβολον) d'uomo, giacché è tagliato in due come sogliole, da uno diventa due.»
Ma da questa divisione in parti nasce negli umani il desiderio di ricreare la primitiva unità, tanto che le "parti" non fanno altro che stringersi l'una all'altra, e così muoiono di fame e di torpore per non volersi più separare. Zeus allora, per evitare che gli uomini si estinguano, manda nel mondo Eros affinché, attraverso il ricongiungimento fisico, essi possano ricostruire "fittiziamente" l'unità perduta, così da provare piacere (e riprodursi) e potersi poi dedicare alle altre incombenze cui devono attendere.
«Questo è il motivo per il quale la nostra natura antica era così e noi eravamo tutti interi: e il nome d'amore dunque è dato per il desiderio e l'aspirazione all'intero.»6
Insomma, morale della favola, tutto ci dice che da uno non ci bastiamo e cerchiamo un complemento, un due, la parte mancante.

Attenzione, però, questa parte mancante non è per forza di cose di sesso opposto al nostro, può possedere pure organi genitali simili a quelli che abbiamo già. La mente quindi può avere una valenza sessuale differente dalle sue parti basse. Checché dicano quei pazzi scatenati e criminali che propongono terapie di conversione per le persone omosessuali, gay, lesbiche, trans e tutte le altre possibili varianti, si nasce attirati dal proprio stesso sesso. Non lo si impara in corso d’opera, si viene al mondo con pulsioni di questo tipo. E il desiderio viene di conseguenza.
Basta, sto mettendo troppa carne sul fuoco, e non ho quasi parlato di astrologia. Per farmi perdonare analizzo in chiusura il tema natale del padre di gran parte della psicologia contemporanea, Sigmund Freud, giusto per capire cosa lo ha spinto a formulare le teorie che ha saputo portare alla ribalta.
L’illustre studioso della mente, si sa, era Toro ascendente Scorpione, i due segni più attratti dal sesso. Possedeva poi un Giove in Pesci in quinta casa, che lo spingeva a parlare di Eros e forse a trovare le motivazioni. Come fa spesso Giove, spiega. In questo caso spiega il sesso. Una Venere in Ariete e sesta casa congiunta a Plutone a inizi Toro rafforzava l’interesse per le passioni del corpo, forse non sfogate a dovere e magari più catalogate che sperimentate davvero. La Luna e Saturno  in Gemelli e ottava casa lo rendevano lucido e concentrato a capire quanto c’è di nascosto nella vita altrui. Il Marte in Bilancia e undicesima molto stimolato anche in negativo forse non lo rendeva così certo delle proprie doti virili e, anche in questo caso, tendeva a fargli intellettualizzare le pulsioni. Insomma, era un mix di razionalità e desideri in parte agiti, in parte repressi.
Come spesso accade, la forza di tutto quello che non riusciva a vivere in prima persona lo spinse a diffondere in maniera capillare il suo pensiero, cambiando il mondo e rendendo esplicite le motivazioni sessuali del comportamento dell’uomo.
Basta, non mi spingo oltre. Però ho parlato davvero anche di astrologia.
Dal prossimo mese parlerò non solo di sesso, e prometto che lo farò astrologicamente, ma di amore.
L’ “amor che move il Sole e l’altre stelle.” Come diceva il padre Dante.
Vedete, le stelle spuntano sempre fuori, e di loro dovremo parlare. Dal prossimo mese, non prima.

 

N.d.A. : Alcune delle riflessioni esposte nell’articolo sono ricavate da discussioni e indagini sull’argomento nel mio gruppo Rotte e approdi - Gruppo di astrologia dialettica morpurghiana7, da me creato e gestito.



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VOLUME SECONDO - I PIANETI NEI SEGNI - PRINCIPI DI INTERPRETAZIONE DEL TEMA NATALE

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Dopo poco più di un anno esce il secondo volume del mio Manuale completo di astrologia. Questa volta mi occupo di pianeti nei segni, ma non solo. Parto infatti con una infarinatura astronomica rispetto a quanto interessa agli astronomi per interpretare un tema natale. Poi passo a un argomento complicato spiegato nella maniera più semplice possibile, la struttura dello Zodiaco. Infine, oltre alle posizioni dei pianeti nei segni, ci sono numerosi esempi di temi natali, per permettere al lettore di iniziare a interpretare la carta del cielo propria e altrui. Insomma, tanta roba! Conviene leggerla e possono farlo sia i principianti sia gli esperti.
Lo si trova in tutti gli stori on line o nelle principali librerie. Da non perdere.

Qui il video della presentazione del libro

Per informazioni: massimomichelini1@virgilio.it o edizionigagliano@gmail.com

 

 

1 https://www.focus.it/scienza/scienze/qual-e-il-prezzo-dell-immortalita-cellulare
2 https://it.wikipedia.org/wiki/Appetizione
3 https://www.vanityfair.it/benessere/sesso/2020/06/08/chi-sono-gli-asessuali-e-cosa-significa-secondo-la-scienza
4 https://www.etimo.it/?term=desiderare e
https://www.treccani.it/vocabolario/desiderare/
5https://www.filosofico.net/simposiotestocompleto.pdf
6 https://it.wikipedia.org/wiki/Simposio_(dialogo)
7 https://www.facebook.com/groups/198516613553915/

 

massimomichelini1@virgilio1.it

novembre 2021


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